Uno dei rimedi biologici per “sanificare” un terreno è la solarizzazione. Questa tecnica "pastorizza" e non sterilizza il terreno, in quanto non uccide tutti gli organismi presenti nel suolo, non crea il temibile "vuoto biologico".
La solarizzazione
consiste nel sottoporre il terreno, opportunamente lavorato, bagnato e
pacciamato con film plastico trasparente, all'azione benefica della radiazione
solare per un cospicuo numero di giorni nella stagione calda. L'innalzamento
termico nel terreno dovuto all''effetto serra è responsabile di una serie di
fenomeni positivi per le coltivazioni successive.
La solarizzazione è un'agrotecnica economica e di facile
esecuzione utilizzabile però nei paesi caldi (sud della Spagna e sud Italia, Israele, Grecia, ecc.). La riuscita del trattamento dipende
oltre che dalle temperature raggiunte dal terreno anche dall'attenta esecuzione
di tutte le fasi che lo compongono.
La preparazione
del terreno consiste nella lavorazione dei primi 30 cm di profondità del
suolo, alla quale deve seguire la sistemazione del fondo come se si dovesse già
provvedere alla semina o trapianto della coltura. Il terreno deve essere
contemporaneamente irrigato abbondantemente per consentire la trasmissione del
calore dagli strati più superficiali a quelli più profondi e per stimolare le
attività vitali di organi di resistenza di funghi, parassiti animali e semi di
piante infestanti, rendendoli così più vulnerabili. Dopo l'intervento irriguo e
la lavorazione il terreno va subito coperto con film plastico trasparente da 0,03 a 0,05 mm di spessore, cercando
di far aderire quanto più possibile il film al terreno ed interrando i bordi
con cura, specialmente quando si opera in pieno campo. Per ottenere risultati
apprezzabili la copertura deve essere tenuta per almeno 30-45 giorni nella
stagione di massima insolazione (giugno - luglio).
Mortalità di patogeni in funzione delle temperature
Patogeno
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Ambiente prova
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Mortalità
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Tempo x T (°C)
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Fonte bibliog.
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Sclerotinia sclerotiorum (sclerozi)
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Laboratorio
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LDL 90
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9 gg a 35
84 h a 40
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Cartia e
Asero, 1994
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Verticillium dahliae (sclerozi)
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Campo
Profondità
30 cm
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LDL 90
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15 gg a 37
8 gg a
38,5
15 h a 42
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Pullmann
et al., 1981
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Fusarium oxysporum f.sp melonis
(terreno inoculato)
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Campo
Profondità
25 cm
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ED
50
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86 h a
40
7 h a
42
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Tamietti
et al., 2005
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ED90
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524 h a 40
282 h a 42
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Fusarium oxysporum f.sp. radicis-lycopersici
(tessuti
infetti)
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Serra
coperta con ETFE + EVA
Profondità
30 cm
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98.5 %
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214 h
37<T<40
+ 40 h
T>40
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Polizzi et
al., 2003
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Meloidogyne spp. (forme libere -
uova)
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Campo
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LDL 90
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alcune ore
a 45
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Greco e Di
Vito, 2003
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Campo
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Inattivazione
uova
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10-20 min
a 48-53
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Gokte et
Mauthur, 1995
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Infestanti suscettibili o moderatamente suscettibili alla solarizzazione
Invernali
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Estive
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Perennanti
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Anagallis cerulea
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Abutilon theophrasti
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Convolvulus arvensis
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Avena fatua
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Amaranthus spp.
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Cynodon dactylon
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Capsella bursa-pastoris
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Chenopodium spp.
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Equisetum spp.
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Hordeum leporinum
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Cyperus spp.
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Plantago spp.
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Lactuga seriola
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Datura stramonium
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Sorghum halepense
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Lamium amplexicaule
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Digitaria sanguinalis
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Mercurialis annua
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Echinochloa crus-galli
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Phalaris brachistachis
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Eleusine indica
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Phalaris paradoxa
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Orobanche spp.
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Raphanus raphanistrum
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Polygonum persicaria
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Senecio vulgaris
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Portulaca oleracea (ai bordi della serra si sviluppa lo stesso)
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Sinapis arvensis
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Setaria glauca
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Sinapis arvensis
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Solanum nigrum
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Sonchus oleraceus
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Stellaria media
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Urtica urens
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Il terreno
si solarizza seguendo queste operazioni:
1.
Interramento residui colturali, paglia (100 q.li/ha) e/o concimi organici
2.
Lavorazione terreno (almeno 30 cm), sminuzzamento zolle, livellamento
3. Bagnatura
del terreno fino alla capacità di campo (acqua che tende a ristagnare)
4. Copertura
terreno con film plastico trasparente (da 0,03 a 0,05 mm) bloccato sui margini
5. Durata
del trattamento in funzione del tempo disponibile in azienda e della latitudine varia da 30 a 45
giorni
6. Rimozione
telo plastico, eventuale lavorazione superficiale per rompere eventuali croste
del suolo. Da evitare lavorazioni profonde.
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