martedì 4 agosto 2015

Reg. di Esecuzione 2015/408: elenco delle sostanze attive candidate alla sostituzione.

A marzo 2015 è stato pubblicato il Reg. di Esecuzione 2015/408 con l'elenco delle sostanze attive "candidate alla sostituzione".
Sono 77, composti rameici compresi!

http://www.sinab.it/sites/default/files/share/REG.%20DI%20ESECUZIONE%20%28UE%29%202015_408.pdf


  1. Sostanze candidate all sostituzione in base al Reg 1107/2009 allegato II punto 4:

    Una sostanza attiva è approvata come sostanza candidata alla sostituzione a norma dell’articolo 24 se è soddi­sfatta una delle seguenti condizioni:
  2. — la sua ADI, la sua ARfD o il suo AOEL sono significativamente inferiori a quelli della maggior parte delle sostanze attive approvate nell’ambito di gruppi di sostanze/categorie d’impiego,
  • —  suscita preoccupazioni legate alla natura degli effetti critici (ad esempio effetti neurotossici o immunotossici sullo sviluppo) che, in combinazione con il tipo di utilizzo/esposizione, determinano situazioni d’uso che potrebbero restare preoccupanti, per esempio un rischio potenziale elevato per le acque sotterranee, anche qualora venissero adottate misure di gestione del rischio assai restrittive (ad esempio: un ampio uso di dispositivi di protezione individuale, zone tampone (buffer zone) molto vaste),
  • —  contiene una proporzione significativa d’isomeri non attivi,
  • —  è o deve essere classificata, a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008, come cancerogena di categoria 1A o 1B, nel caso in cui la sostanza non sia stata esclusa secondo i criteri di cui al punto 3.6.3,
  • —  è o deve essere classificata, a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008, come tossica per la riproduzione di categoria 1A o 1B, nel caso in cui la sostanza non sia stata esclusa secondo i criteri di cui al punto 3.6.4,
  • —  se, sulla base della valutazione fondata su orientamenti per l’esecuzione dei test riconosciuti a livello comu­ nitario o internazionale o di altri dati e informazioni disponibili, rivisti dall’Autorità, è considerata possedere proprietà d’interferente endocrino che possono avere effetti avversi negli esseri umani, nel caso in cui la sostanza non sia stata esclusa secondo i criteri di cui al punto 3.6.5. 

venerdì 10 luglio 2015

SINTONIA STP: Piante ornamentali in serra: il controllodella lum...

SINTONIA STP: Piante ornamentali in serra: il controllodella lum...: Piante ornamentali in serra: il controllo della luminosità e delle ore di luce La luce rappresenta un fattore fondamentale per la cresci...

Controllo luminosità in serra

Piante ornamentali in serra: il controllo della luminosità e delle ore di luce

La luce rappresenta un fattore fondamentale per la crescita delle piante.  Può divenire in alcune condizioni fattore limitante (periodo invernale). E' opportuno effettuare una distinzione tra le specie ombrofile o sciafile che sono in grado di vegetare anche in condizioni luminosità che si aggira intorno ai 10.000 lux , e le specie eliofile che prediligono condizioni superiori a 30.000 lux. Al primo gruppo appartengono le specie tropicali di sottobosco come gli Anthurium e le piante verdi,  al secondo gruppo invece appartengono tutte le specie mediterranee incluse le rose recise.
In molti casi la luminosità influenza l’induzione a fiore come avviene per la Sundaville che per fiorire ha bisogno di una luminosità superiore ai 25.000 lux .
Sempre parlando di luce bisogna considerare anche la quantità di luce che investe le piante, in periodi dell'anno in cui la luce è eccessiva rispetto ai fabbisogni della pianta: è necessario ridurre l'irradiazione con l'ausilio di sistemi a più o meno alta tecnologia applicata, che vanno dai materiali fotosensibili alle reti ombreggianti schermanti alla banalissima calce di copertura su materiale plastico.
Per determinate piante in vaso assume un ruolo importante anche il fotoperiodo come le Begonie, Stelle di natale, Crisantemi: in tal caso bisogna disporre di impianti che simulano il giorno o la notte per ottenere fioriture in periodi differenti rispetto al loro normale ciclo di fioritura.

Per determinate specie per incrementare la produttività durante il periodo invernale e primaverile, come la rosa recisa in determinati ambienti si utilizzano le lampade a foto assimilazione di potenza variabile da assicurare una luminosità in serra da 6000 fino a 18000 lux. Di solito la presenza dell’impianto di foto assimilazione è giustificata economicamente nelle aree ubicate in latitudini caratterizzate da bassi livelli di luminosità (Nord Europa)  o nei nostri ambienti, laddove il costo dell’energia è basso (inferiore a 0,15 Euro/kw/h) .

lunedì 25 maggio 2015

L'Informatore Agrario nel n.11, ha pubblicato 2 articoli tecnici sul pomodoro, scritti da Sintonia.


Sintonia pubblica 2 articoli sull'Informatore Agrario n. 11





Speciale


Pomodoro da mensa
Pomodoro da mensaPomodoro da mensa: le tipologie più strategiche
Il pomodoro da mensa italiano è un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, ma il mercato e la concorrenza estera lo penalizzano.Per vincere la sfida è essenziale orientare le produzioni verso standard di qualità superiore. Quindi la scelta delle tipologie più richieste così come la massima sensibilità verso la sostenibilità delle produzioni sono le strategie da mettere in campo.

- Pomodori «piccoli»: sempre più varietà disponibili
di G. Nicotra
- Difesa del pomodoro da mensa: come tutelare gli insetti utili
di M.V. Del Grosso

domenica 12 aprile 2015

Anthurium in serra per la produzione di fiori recisi: condizioni ideali di accrescimento

L’anthurium è una pianta da semi ombreggiamento. Nelle naturali condizioni di crescita è protetta dalla copertura fogliare di alberi ed arbusti. La soglia di ombreggiamento può differire a seconda della varietà. 
Il problema più delicato resta comunque la temperatura delle foglie; essa può aumentare drasticamente, specialmente in caso di soleggiamento diretto, arrivando a 10 °C sopra la temperatura dell’aria. Se la T delle foglie è troppo alta, ne derivano scottature sulle stesse e rallentamenti dell' accrescimento. Grazie alle tecniche di deviazione di parte della luce, la radiazione luminosa può essere limitata sulle foglie. In tal modo la temperatura fogliare si manterrà a livelli accettabili. Nei climi moderati come il nostro la luce in inverno è il principale fattore che limita l’accrescimento delle piante. Le serre infatti devono essere progettate in maniera da far penetrare un determinato quantitativo massimo di luce anche grazie ad un’altezza adeguata.
Serre ampie favoriscono maggiore stabilità nel clima. Più ampio è lo spazio, più grande è la capacità di tamponamento sui volumi d’aria nella fluttuazione dei valori di temperatura ed umidità, per esempio.
Per quanto concerne il clima ideale da mantenere in serra, è bene che le  temperature non siano inferiori ai 15ºC e superiori ai 30ºC.
Temperature notturne intorno 15°C potrebbero causare danni diretti alle piante, ma anche avere effetti negativi sulla produttività dell’impianto. La stessa cosa potrebbe accadere per le temperature massime, ossia superiori a 30°C. Nel caso di temperature alte fino a 30°C, la produzione potrebbe essere mantenuta a livelli ottimali impiegando un livello di umidità relativa (U.R.) altrettanto alta, superiore all’80%. 
Per un appropriato livello di crescita è necessario tenere sempre una temperatura media compresa tra i 20°C-24°C.
Se l’umidità relativa  è eccessivamente bassa, la fotosintesi risulterà ridotta. Se, al
contrario, l’umidità è eccessivamente alta, aumenta il rischio di problemi dovuti alle muffe.
Tuttavia, tali problemi sono poco frequenti.  L’umidità relativa deve essere sempre tra il 60 e 80%. Nel caso in cui sia troppo bassa – e, inoltre, la temperatura elevata – bisogna ricorrere all’ attivazione del fog-sistem, con ugelli ad alta pressione montati nelle aree superiori della serra.
Per assicurare una temperatura costante e una corretta circolazione dell’aria, il punto più basso della struttura dovrebbe trovarsi ad un’altezza tra 3 e i 4 metri al di sopra delle piante.
L’intensità luminosa più adeguata per l’Anthurium andreanum a livello delle piante si trova tra 18.000-25.000 lux (250-300 Watt). Quando l’intensità luminosa è eccessiva è possibile che le foglie e i fiori acquisiscano un colore pallido. D’altro canto, un’intensità luminosa insufficiente comporta un allungamento e un impoverimento della qualità delle piante, che si unisce a una scarsa produzione di fiori. Nel giorni assolati e con una radiazione massima di 1.400 Watt/m2, la coltura ha bisogno di una percentuale d’ombra pari all’ 80%, che può essere ottenuta mediante l’uso di calce  in aggiunta agli  schermi di protezione.